Qual è il vero lavoro dell’imprenditore (spiegato passo passo da Mirco Gasparotto)

L’imprenditore deve diventare inutile alla sua azienda

La risposta a questa domanda -solo in apparenza banale- contiene molte delle lezioni che ho imparato in 38 anni di carriera imprenditoriale.

Secondo le ultime rilevazioni statistiche, in Italia ci sono circa 6.078.031 imprese di cui la maggior parte PMI, molte a conduzione famigliare.

Quello che però sfugge a tutte le indagini statistiche e che solo chi è immerso nel mondo delle imprese sa è che la maggior parte degli imprenditori italiani non ha ancora ben chiara in mente una cosa fondamentale.

Ovvero: qual è il vero lavoro dell’imprenditore!

Sembra assurdo pensare che la maggior parte delle persone che sono a capo delle 6.078.031 imprese censite in Italia non sappiano quali sono il loro lavoro e il loro ruolo.

Eppure, io faccio l’imprenditore da 38 anni e ti assicuro che è realmente così.

Ho conosciuto tanti imprenditori che hanno lavorato come matti una vita intera senza mai capire quali fossero realmente il loro ruolo e la loro meta.

Nelle aziende esistono due piani fondamentali che non vanno mai sovrapposti:

1)il piano strategico
2)il piano operativo

Questi 2 piani devono sempre rimanere rigidamente divisi e non essere mai confusi.

Questo significa che l’imprenditore deve SEMPRE occuparsi del piano strategico e lasciare la gestione del piano operativo a tutte le altre figure che lavorano in azienda.

Ecco quindi qual è uno degli errori più grandi che commettono imprenditori, professionisti e aspiranti tali: si dedicano al piano operativo, trascurando in tutto o in parte quello strategico.

In 38 anni di carriera imprenditoriale e di frequentazioni di imprenditori, amministratori delegati, professionisti e top manager di aziende mondiali, posso dirti che questo è uno dei più grandi e inapplicati segreti alla base di un’azienda di successo.

L’imprenditore NON deve MAI occuparsi del piano operativo.

Deve invece sempre delegare l’operatività della sua azienda e dedicarsi completamente al piano strategico.

Prima di continuare però, voglio che sia ben chiara una cosa.

I consigli che ti darò all’interno di questa guida NON sono appannaggio esclusivo delle grandi aziende con migliaia di dipendenti e centinaia di milioni di fatturato.

Quello che ho imparato in 38 anni di carriera e che in questa e nelle altre guide ti consegnerò può essere applicato dalla multinazionale così come dal fruttivendolo di quartiere.

Quello che ti darò è una matrice, che poi tu dovrai adattare alla tua attività.

Ora però continuiamo ed entriamo nel vivo del ruolo strategico dell’imprenditore.

 

Cosa significa occuparsi del piano strategico e i 3 step per farlo

L’imprenditore staccato dall’operatività aziendale è purtroppo ancora oggi una mosca bianca nel panorama imprenditoriale italiano.

Commettere uno degli errori capitali per un imprenditore, dimenticando la parte strategica e concentrandosi solo su quella operativa, significa per esempio che:

1) imprenditori che hanno un’estrazione prettamente commerciale finiscono per vendere al posto dei loro venditori

2) imprenditori che hanno una natura più produttiva si occupano in prima persona dei reparti produzione della loro azienda

Ti assicuro che questi imprenditori (o dovremmo forse chiamarli dipendenti della stessa azienda di cui sono proprietari?) credono davvero di fare il bene della loro azienda agendo in questo modo.

Purtroppo non si rendono conto che così facendo non fanno altro che azzerare crescita e produttività aziendali.

Ma vediamo insieme cosa significa, quindi, per un imprenditore dedicarsi al piano strategico della propria azienda.

L’imprenditore dev’essere completamente dedicato al piano strategico.

L’ideale sarebbe che abbandonasse completamente la parte operativa, ma per iniziare possiamo anche dire che meno è coinvolto nella parte operativa e meglio è.

Ti faccio qualche esempio concreto di cosa significa occuparsi del piano strategico:

👉 studiare come si muove la concorrenza
👉 analizzare il mercato e anticiparne i cambiamenti
👉 studiare e trovare canali alternativi di sviluppo per l’azienda prima che lo faccia la concorrenza
👉 crescere a livello personale e professionale attraverso la formazione e la frequentazione del giusto network di persone
👉 visitare le fiere
👉 coltivare il rapporto con le persone che fanno parte della sua squadra
👉 costruire un gruppo affidabile di professionisti e manager di cui fidarsi ciecamente per delegare la parte operativa
👉 occuparsi delle decisioni e operazioni strategiche

L’imprenditore che è ancora coinvolto nell’operatività della sua azienda e nella produzione del risultato quotidiano non ha semplicemente il tempo tecnico per dedicarsi a queste attività strategiche che ti ho appena elencato.

L’imprenditore saggio e lungimirante non è quello che sta in azienda 24 ore su 24 condividendo compiti e mansioni con dipendenti e collaboratori.

È invece quello che riesce a realizzare il mito dell’imprenditore inutile all’azienda seguendo questa procedura in 3 step:

1) INSEGNARE → l’imprenditore insegna quello che sa fare dal punto di vista operativo
2) CONTROLLARE → l’imprenditore controlla che i compiti operativi siano svolti come li svolgerebbe lui e persino meglio
3) DELEGARE → l’imprenditore delega completamente le mansioni operative che ha insegnato e controllato

Detta così sembra semplice, eppure la maggior parte degli imprenditori italiani non riesce nemmeno a superare il primo step… perché?

 

La gelosia dell’imprenditore italiano che gli impedisce di crescere

Una parola spiega l’origine del vizio capitale degli imprenditori italiani: GELOSIA.

L’Italia è un paese imprenditorialmente molto geloso ed egoista, dove l’imprenditore non si mette mai in discussione ed è portato per natura a tenere per sé i segreti del mestiere e non condividerli con nessuno.

Ma da cosa deriva questa gelosia che poi porta l’imprenditore a essere immerso fino al collo nell’operatività dell’azienda?

Dalla PAURA: dalla paura che qualcun altro possa diventare più bravo di lui a svolgere quelle mansioni operative.

Sai cosa ti dico a questo punto?

Ben venga!

Ben venga se qualcuno diventa più bravo di te a gestire compiti e mansioni operative, perché significa che tu puoi staccartene e metterti finalmente al comando strategico dell’azienda.

Io ho ceduto la carica operativa di Amministratore Delegato della mia azienda (Gruppo Arroweld Italia) nel 2005 a una persona che ha saputo compensarmi benissimo e che in alcuni casi si è dimostrata più brava di me.

Se per paura fossi rimasto gelosamente attaccato a quella carica operativa, oggi probabilmente non avrei raggiunto i miei risultati.

L’imprenditore non deve SAPER FARE, ma SAPER FAR FARE.

Dev’essere allenatore di uomini, gestore di uomini, non giocatore in campo.

Quello che ti sto dicendo l’ho imparato a mie spese e vale sia per le grandi realtà aziendali, sia per attività più piccole, da tre o cinque dipendenti.

Se l’imprenditore è coinvolto nella produzione del risultato quotidiano, se lui è responsabile dell’ 80% del fatturato perché manda avanti la produzione, quell’azienda si chiama one man company.

Le one man companies però non hanno alcun valore, perché sono imperniate sulla figura dell’imprenditore, il che significa che senza di lui l’azienda non esiste.

La domanda che devi farti quando ti assale la paura che qualcuno possa diventare operativamente più bravo di te è questa:

“quanto mi costa e quanto ci perdo a essere un imprenditore che fa il venditore (per esempio) e non un imprenditore strategico?”

Il vero vantaggio competitivo sulla concorrenza te lo dà solo essere un imprenditore inutile, cioè completamente staccato dall’operatività e dedicato in modo esclusivo alla regia strategica della tua azienda.

 

Ricapitolando, ecco i concetti-chiave che hai imparato in questa guida:

✅ All’interno di un’azienda esistono 2 piani fondamentali che non devono mai essere confusi: il piano strategico e il piano operativo

il piano strategico appartiene all’imprenditore, mentre quello operativo ai suoi manager, collaboratori e dipendenti

la gelosia tipica degli imprenditori italiani è deleteria per l’azienda perché sottrae all’imprenditore il tempo tecnico per dedicarsi all’unica cosa che realmente gli compete: la STRATEGIA.

✅ se qualcuno diventa più bravo di te a svolgere compiti e mansioni operative vuol dire che sei sulla strada giusta per trasformarti in un imprenditore operativamente inutile alla sua azienda ma focalizzato 100% sulla crescita

✅ sono solo 2 gli elementi-chiave della crescita a cui deve dedicarsi l’imprenditore: la costruzione di una squadra affidabile di collaboratori e il focus totale sul piano strategico

 

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MIRCOGASPAROTTO

Parto come semplice fattorino e dopo quasi 40 anni di carriera, sono il Presidente del Gruppo Arroweld Italia che nel 2020 ha toccato il record di fatturato aziendale: 102 milioni di euro.

La mia missione è mettere a disposizione il bagaglio di esperienze, errori e conoscenze costruito in 38 anni di carriera, per aiutare di imprenditori, professionisti e aspiranti tali a migliorare la loro vita professionale e personale.

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